Pagina:Boccaccio - La Teseide di Giovanni Boccaccio nuovamente corretta sui testi a penna, 1831.djvu/212

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194 LA TESEIDE


23


Di dietro a lui, in abito dispari,
     Menelao sen veniva giovinetto,
     Vestito in drappi belli e molto cari,
     Piacevol bello e gentil nell’aspetto,
     Senz’alcun arme, e’ crin com’oro chiari
     Zeffiro ventilava, e giuso al petto
     La barba bionda com’oro cadea
     Lodata da chiunque la vedea.

24


Egli era sopra a un gran caval ferrante,
     Reggendo il freno grave per molto oro,
     Con un mantel ch’al collo ventilante
     Dai circustanti s’udiva sonoro:
     E se Venere fosse senza amante,
     Ch’ella prendesse lui credon coloro
     Che lui vedean: così la sua bellezza
     Lodavano, e ’l valore e la destrezza.

25


Costui seguiva il nobile Castore
     E ’l suo fratel Polluce tutti armati;
     E ben mostravan che di gran valore
     Gli avesse il Cigno lor padre dotati;
     I qua’ ne’ loro scudi, per onore,
     Aveano il come e ’l quando generati
     Fur con ingegno dalla bella Leda,
     Allor che ella fu del Cigno preda.