Pagina:Boccaccio - La Teseide di Giovanni Boccaccio nuovamente corretta sui testi a penna, 1831.djvu/215

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LIBRO SESTO 197


32


Costui armato, il ferro sotto argento
     Quant’era in piastre tutto nascondea,
     Ma della maglia il molto guernimento
     Tutto fu d’oro quantunque ne avea,
     Di ricche pietre assai fu l’ornamento,
     Che ad arnese tal si richiedea:
     E sì lucea, che ’n ogni parte oscura
     Luce avrie data come giorno pura.

33


E su un gran caval di pel morello,
     Senza riposo tuttavia fremendo,
     Cavalcava Nestor leggiadro e bello,
     Un gran baston di ferro in man tenendo:
     E siccome falcon, che di cappello
     Esce, si andava tutto plaudendo,
     Da molti cavalieri d’ogni lato
     Molto nobilemente accompagnato:

34


Nella terra de’ Cecropi festando
     In cotal guisa se n’entrò Nestore;
     Di che ciascun si gía maravigliando,
     Facendo a lui giusto il potere onore;
     Ed e’ che ben sapeva dimostrando
     Andava a tutti il suo sommo valore:
     A tutti onor facea, fin che pervenne
     Ove Teseo cogli altri lui ritenne.