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214 LA TESEIDE


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Dunque amorosa dee questa battaglia
     Esser se ben discerno, e non odiosa:
     L’odiose son di chi mal far travaglia,
     O di chi n’ha ragion per altra cosa,
     O degli aspri Centauri di Tessaglia,
     I qua’ non sanno mai che si sia posa,
     E non tra noi; che benchè siam creati
     Chi qua chi là, pur d’un sangue siam nati.

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E come potre’ mai io sofferire
     Veder il sangue lariseo versare?
     E l’un pe’ colpi dell’altro morire,
     Come al seme di Cadmo piacque fare?
     Oggi non è quel tempo, nè quell’ire;
     Però con lor le lasciam dimorare,
     E noi viviam come insieme dovemo,
     E leggier per amor ne combattemo.

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Chi sarà quel che per sì poca cosa
     Volesse tanti popoli in periglio
     Porre di gente tanto valorosa
     Quanto qui veggio? E’ sarie mal consiglio,
     Ed agl’Iddii sarebbe molto odiosa
     Veder qui contro al padre uscire il figlio,
     E fedir l’un contra l’altro parente
     Co’ ferri in mano nimichevolmente.