Pagina:Boccaccio - La Teseide di Giovanni Boccaccio nuovamente corretta sui testi a penna, 1831.djvu/328

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310 LA TESEIDE


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Agamennon con contenenza fiera
     Con Menelao per lo campo gia,
     E scorrendo per quel colla bandiera,
     Ciascun de’ suoi dietro gli venia:
     Ed a qual fosse della vinta schiera
     Rimaso quivi, senza villania
     Alcuna far per preso nel mandava,
     E vincitor sopra il campo si stava.

15


Dopo che fur le cose riposate,
     E manifesto a tutti il vincitore,
     E ’l molto suon delle trombe sonate,
     Ed alti gridi mandate in onore
     E d’Arcita e de’ suoi, e già levate
     Le genti varie, con nuovo romore
     Trassonsi i vincitori in verso Arcita
     Per veder il sembiante di sua vita.

16


Là discendendo venne il vecchio Egeo,
     E ’n grembo la sua testa si fe’ porre,
     E dopo lui vi venne il pio Teseo,
     E la reina Ippolita vi corre,
     Ed Emilïa ancor quanto poteo:
     E ciaschedun conforta e lui soccorre
     Con pietose parole, e stropicciando
     Le mani e’ pie’ di lui, lui domandando.