Pagina:Boccaccio - La Teseide di Giovanni Boccaccio nuovamente corretta sui testi a penna, 1831.djvu/331

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LIBRO NONO 313


23


El fe’ chiamar più medici, e venire
     Nel loco, i qua’ di vin tutto il lavaro,
     E con loro argomenti fer reddire
     A lui il parlar, che l’ebbe molto caro:
     Poi le sue piaghe li fecer coprire
     Di fini unguenti, e tututto il lenzaro,
     E poi ch’alquanto fu riconfortato,
     A seder lì fra lor si fu levato.

24


E con voce non salda umilemente
     Dimandò qual di loro era vittore:
     A cui Teseo rispose tostamente:
     Amico mio, del campo è tuo l’onore.
     Allor diss’egli: adunque la piacente
     Emilia ho guadagnata e ’l suo amore?
     Teseo rispose: si, ecco tua sia;
     Omai Fonte/commento: Milano, 1964 fa’ ciò che ’l tuo cor disia.

25


A cui e’ disse: se io ne son degno,
     Deh fammi alquanto la sua voce udire,
     A me più cara ch’alcun altro regno,
     E fa’ ch’io possa in le sue man morire:
     Perocchè ancora ferma openion tegno
     Ch’e’ regni neri senza alcun martire
     Visiterò s’i’ la posso vedere,
     O dar l’anima mia al suo piacere.