Pagina:Boccaccio - La Teseide di Giovanni Boccaccio nuovamente corretta sui testi a penna, 1831.djvu/341

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LIBRO NONO 323


53


Se ciò è ver non so, ma se ver fosse,
     Noi siam guidati dal piacer de’ fati,
     La cui potenza sempre mai si mosse
     Col giro eterno delli ciel creati:
     Dunque contra di lor l’umane posse
     In van s’affannano, e sono ingannati
     Chi per senno o per forza contastare
     Volesson contro al loro adoperare.

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E ciò non dico senza alta cagione,
     Però che oggi la vostra virtute
     Ho rimirata, ed ogni operazione;
     E come date e come ricevute
     Abbiate le percosse, e l’offensione
     Del gridar, senza stordir sostenute:
     E dico certo, che al mio vivente
     Non vidi insieme tanta buona gente.

55


Nè tanto ardita nè con tal fortezza,
     Non saggia d’arme, nè di tanto affanno
     Sostenitrice, nè di tal fierezza,
     Meno infingarda, nè che men di danno
     Mettesse cura; sol che sua prodezza
     Mostrar potesse, siccome e’ buon fanno,
     Com’io ho oggi tutti voi veduti,
     E d’una parte e d’altra conosciuti.