Pagina:Boccaccio - La Teseide di Giovanni Boccaccio nuovamente corretta sui testi a penna, 1831.djvu/347

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LIBRO NONO 329


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Non si dee creder che valesse poco
     Cotale anel, cui tutta fiammeggiante
     Era la pietra assai vie più che foco:
     Appresso una cintura, simigliante
     A quella per la qual si seppe il loco
     Dove Anfiarao era latitante,
     Lieta gli die’, dicendo: porterai
     Questa a qualunque festa tu sarai.

72


Quinci gli diede una spada tagliente,
     E ricca e bella e d’alto guernimento,
     Ed un turcasso, che nobilemente
     Lavorato era di gran valimento,
     Pien di saette licie veramente,
     Ed uno scitico arco, non contento
     Di poca forza a volerlo tirare;
     Poscia altro dono gli fece arrecare.

73


E ciò fu un destrier maraviglioso,
     Tutto guernito qual si convenia
     A nobil cavaliere e valoroso,
     Con armi, nelle qua’ la maestria
     Di Vulcan superò mastro ingegnoso,
     Ed uno scudo bel quanto potia,
     Con un gran pin delle sue frondi orbato,
     D’un chiaro ferro e forte e bene armato.