Pagina:Boccaccio - La Teseide di Giovanni Boccaccio nuovamente corretta sui testi a penna, 1831.djvu/52

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34 LA TESEIDE


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Nè altrimenti in fra le pecorelle
     Si ficca il lupo per fame rabbioso,
     Col morso strangolando or queste or quelle,
     Fin ch’ha saziato il suo disio goloso,
     Che facesse Teseo fra le donzelle,
     A piè colla sua spada furïoso,
     Coperto dello scudo ognor ferendo,
     Or questa or quella misera uccidendo.

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Così Teseo fieramente andando
     Co’ suoi compagni in fra le donne ardite,
     Molte ne gien per terra scavallando,
     E morte quali, e quali altre fedite
     Lasciando per lo campo: indi montando
     Sopr’a’ cava’, che a redine sbandite
     Le lor lasciate donne si fuggieno
     Or qua or là così come potieno.

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E già di lor gran parte eran montati
     Per tal procaccio sopra i buon destrieri,
     E tutti in sè di ciò riconfortati
     Contra color ferivan volentieri,
     Ed esse, lor vedendo inanimati
     Più ch’al principio non erano e fieri,
     Temendo cominciarono a voltare,
     E ’l campo a’ Greci del tutto a lasciare.