Pagina:Boccaccio - Ninfale fiesolano di Giovanni Boccaccio ridotto a vera lezione, 1834.djvu/260

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A MADONNA ANDREA ACCIAIUOLI


CONTESSA D’ALTAVILLA1



Ne’ giorni passati, illustre donna, dilungatomi alquanto dal rozzo vulgo, e quasi libero dagli altri pensieri, scrissi un libro in lode delle donne, e piuttosto a piacer degli amici che a maggior utile della repubblica. Così considerando a chi prima dovessi mandarlo, acciocchè appresso di me non si consumasse nell’ozio, e perchè anco aiutato dal favore altrui più sicuro n’andasse in pubblico; veggendo che non era da indirizzare ad alcun principe, ma piuttosto a qualche donna famosa, parlando, come fa’ di donne, innanzi tutte l’altre mi venne in mente la più degna ed il più chiaro splendor d’Italia, non solamente gloria delle donne ma dei re, Giovanna illustrissima regina di Gerusalemme e di Sicilia. Della quale considerata la eccellenza e la nobiltà di così generoso ceppo onde sono usciti tanti uomini valorosi, e le lodi poi degl’istessi meriti suoi, mi venne pensiero indirizzarlo umilmente a’ piedi dell’altezza di quella. Nondimeno, perchè lo splen-


  1. Quest’Epistola fu tradotta dal latino da Giuseppe Betussi, e sta in fronte al libro Delle Donne illustri di G. Boccaccio, Venezia 1547.