Pagina:Boccaccio - Ninfale fiesolano di Giovanni Boccaccio ridotto a vera lezione, 1834.djvu/292

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ALL’UOMO DI SACRA FAME ED ANGELICA1

DILETTO, FORTE,

L’INIMICO DELLA FORTUNA

(GIOVANNI DA CERTALDO)

IN QUELLO CHE DI BENI RIEMPIE GLI INDIGENTI


SALUTE.


L’affetto della tua promozione, o fratello, e l’appetito della consolazione tua, non meno che nel tuo petto, s’infuoca nel mio, perchè fece noi tutt’uno il Dio eccelso, che ci predestinò ad essere suoi sino dalla creazione dell’ottavo cielo.

Tacqui lungamente, o carissimo, per causa d’ammirazione occupato non poco; e dalla maraviglia atterrito, mi si attaccò la lingua al palato, nè come dovea, in mezzo alle mie ansietà, con lettera ti visitai. Ma per non ti mettere, forse a motivo della maraviglia mia, in contrasto,


  1. Nel testo è famis. Avrei voluto correggere famae, essendo anche questa lettera malconcia dal copista, ma poi mutai parere, perchè nella lettera si trova consolationis esuries. Probabilmente sacra fames è in senso di santa fame, ossia santa avidità, del bene, della istruzione ecc.