Pagina:Boccaccio - Ninfale fiesolano di Giovanni Boccaccio ridotto a vera lezione, 1834.djvu/61

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parte terza 55

III.

Il qual del caro figlio dimandava
     Se in quel giorno a casa era tornato:
     La donna, che Almena si chiamava,
     Di sì rispose, e poi gli ha raccontato
     Il fatto tutto, e come gli gravava
     Sì lo parlar che solo l’ha lasciato
     Perch’e’ si possa a suo modo posare,

     Però ti prego che tu il lasci stare.

IV.

I’ ho fatto un bagnol molto verace
     A quella doglia, il qual poscia che alquanto
     Riposato sarà quanto a lui piace,
     Il bagnerem con esso tutto quanto:
     Questo bagnolo ogni doglia disface,
     E sanerallo dentro in ogni canto;
     Però lo lascia stare quanto e’ vuole,

     Chè quando parla, il fianco più gli duole.

V.

L’amor paterno non sofferse stare
     Che non vedesse subito il figliuolo:
     Udendo quella cosa raccontare
     Alla sua donna, al cor sentì gran duolo,
     E nella cameretta volle andare
     Dove Affrico dormia sul letticciuolo;
     E vedendol dormir lo ricopria,
     E tostamente quindi se n’uscia.