Pagina:Boetie - Il contr'uno o Della servitù volontaria.djvu/47

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ricolto: ammobiliate e addobbata le case vostre, per dargli esca alle sue ruberie; allevate le figliuole per isfogo alla sua libidine, i figliuoli glieli allevate, acciocchè gli trascini alla guerra, gli meni alla mazza, gli faccia ministri delle ree suo voglie, esecutori delle sue vendette: e si contentasse di questo! Vo’ v’ammazzate dalla fatica, acciocchè e’ possa menar vita di delizie, e grufolarsi tra’ più laidi e vili sollazzi. Vo’ v’indebolite per far lui più forte e più duro a tenervi corta la briglia. E dire che tanto vilipendio, cui le bestie stesse, o non apprenderebbero, o se no, nol sopporterebbero, potreste levarvelo da dosso, se vi provaste, non dico a levarvelo, ma solo a volervelo levare! Su: dite proprio sul serio: Non vogliam più servire; ed eccovi bell’e liberi. Vo’ non l’avete a discacciare; non gli avete a dar la spinta: basta non lo reggere, e, simile ad un gran colosso, a cui si tagliasse via la base, eccotelo in terra per il proprio peso, e andare in mille bricioli.

Ma a proposito: i medici dicono che le piaghe incurabili è meglio lasciarle stare; ed io non son matto a dare in ciò de’ consigli al popolo, che, da gran tempo in qua, non fa più segno di verun sentimento, e appunto perchè non lo sente, mostra non esserci medicina al suo male. Guardiamo dunque, se, almen per induzione, puossi raccapezzare come mai gli s’è cosi abbarbicata nel cervello tale ostinata volontà di servire, che, un altro po’, sembrerebbe non esser poi tanto naturale nè anche l’amor della libertà.

In primis pongo non esserci chi dubiti, che, se vivessimo con que’ diritti cui la natura ci ha dato, e secondo que’ ricordi ch’ella c’insegna, che no’ saremmo naturalmente obbedienti a’ genitori, soggetti alla ragione,


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