Pagina:Boetie - Il contr'uno o Della servitù volontaria.djvu/48

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34 il contr’uno

e non servi di nessuno, con quella obbedienza che ciascuno senz’altro stimolo che quel della natura, e’ rende al babbo e alla mamma. Se la ragione nasca o no con noi, tutti gli uomini ne posson esser testimonj, ciascuno in sè e per sè: tal quistione fu abburattata a fondo degli accademici, e toccata per tutte le scuole de’ filosofi: e quando fosse una cert’ora, non dubiterei d’errare arbitrando, che nell’anima nostra ci sia alcun seme natural di ragione, la quale, conservata con buon consiglio ed usanza, fiorisca in virtù; e per contrario, non potendo spesso tener fronte contro i vizj sopravegnenti, muoja soffocata. E vero per altro che, se nulla ci è di chiaro e di appariscente nella natura, da non poterci far il cieco, è questo, che la natura, ministra di Dio, governatrice degli uomini, ci ha, dirò così, fatti tutti quanti della stampa medesima, acciocchè l’un l’altro ci riconoscessimo per compagni, o piuttosto per fratelli: e se, nel dispensare i varj presenti che ci faceva, l’è stata larga e dei doni del corpo e di que’ dello spirito, più con Tizio che con Cajo, la non ha mica inteso per questo di metterci al mondo come in una lizza, e non ha mandato quaggiùi più forti e più furbi, come assassini armati in un bosco per dar addosso a’ più deboli; ma piuttosto è da credere che, facendo le parti più grasse a quello, e più magre a quell’altro, la volesse dar campo all’affezione fraterna di fare sua arte, avendo gli uni facoltà di porgere ajuto, e gli altri bisogno di riceverlo. Se dunque la buona mamma ci ha dato a tutti tutta la terra per abitacolo; se ci ha in un certo modo albergati tutti nella casa medesima, s’e’ ci ha tutti composti della stessa pasta, affinchè ciascuno potesse specchiarsi, e quasi l’uno riconoscere sè nell’altro; quando a tutti a