Pagina:Boetie - Il contr'uno o Della servitù volontaria.djvu/70

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56 il contr’uno

tengan di mano alle loro avarizia e alle lor crudeltà, e le ajutino a mettere in atto a suo tempo; e dall’altra parte le facciano tanto grosse che non sia possibile a mantenersi, se non alla loro ombra, nè altro che per loro favore sfuggire le leggi e la forca. Dopo questi ne viene uu’altra sequenze infinita: e chi volesse divertirsi a dipanar questa matassa, e’ vedrebbe non i seimila, ma i centomila, i milioni star tutti attaccati al tiranno con la medesima fune, raccomandando sia quella, come Giove là in Omero si vanta che, s’e’ dà la stretta a una certa catena, tira a sè tutti gli Dei. Ecco di dove vennero, e l’accrescere del Senato sotto Giulio, e la fondazione de’ nuovi Stati, e la creazione di Uffici, non mica, chi ben guarda, per riforma della giustizia, ma per nuovi rincalzi della tirannide. Insomma a forza de’ favori, dei guadagni e delle mangerie che ci sono sotto il tiranno, e’ n’arriva a trovar quasi tanti di coloro a cui la tirannide sembra una cuccagna, quanti di quegli a cui sarebbe cara la libertà. Così come dicono i Medici che quando in una parte del nostro corpo c’è qualcosa di guasto, se nulla nulla si ridesta in un’altra, subito e’ va a far capo alla parte infetta, così appena il re diventa tiranno, tutto il cattivo, tutta la fecciaccìa del regno, non dico appunto un branco di ladri o di gente bollata, che non può far più nè mal nè bene in una repubblica; ma tutti coloro che hanno mala voce di infiammata ambizione e d’ingorda avarizia, gli si aggruppano attorno, e cercano di tenerlo su, per aver parte delle prede, e per essere egli medesimi tanti tirannelli sotto un tiranno più grosso. Tali quali come i grandi scherani ed i famosi corsari: gli uni vanno alle scoperta di un paese, gli altri pedinano i passag-