Pagina:Bois - Sui confini della scienza della natura,1928.djvu/27

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alfine svilupparsi condizioni in cui la vita diventa possibile.

Dove e in qual forma essa sia primieramente comparsa sulla terra, se come piccolo nucleo di protoplasma in mare, ovvero nell’aria sotto l’azione del sole che mandava raggi ancora ultra violetti nell’atmosfera ancora satura di acido carbonico, o se caduta a noi come germe vitale da altri corpi celesti16, chi può dirlo? Ma l’Intelligenza di Laplace possedendo la formola del mondo lo saprebbe dire. Poichè, nell’agglomerarsi di sostanza inorganica e sostanza vivente si tratta sopratutto di movimento, di coordinazione di molecole in equilibrio più o meno stabile e dell’inizio di un ricambio di sostanza, parte per mezzo di movimenti prodotti dall’esterno, parte per la forza espansiva di molecole di sostanza vitale entrate in azione di ricambio con molecole del mondo esterno.

Ciò che distingue il vivo dal morto, le piante e le bestie considerate soltanto nelle loro funzioni materiali, dai cristalli, in fondo è questo: nei cristalli la materia si trova in equilibrio stabile, mentre nell’essere vivente si riversa una corrente di materia; la materia si trova in esso più o meno in equilibrio dinamico17, con bilancia ora positiva, ora uguale a zero, ora negativa. Perciò senza intervento d’azione di masse o forze esterne il cristallo resta sempre ciò che è, mentre l’essere vivente dipende nella sua esistenza da certe condizioni, le condizioni integranti o eccitanti alla vita dell’antica fisiologia18, e per qualche tempo ri-