Pagina:Bois - Sui confini della scienza della natura,1928.djvu/28

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mane ad esse sottoposto, ma diventa anche capace, cinetico in energia potenziale, di cambiare queste in quelle secondo il suo bisogno.

Così per mezzo di queste differenze fondamentali fra gli individui della natura morta e quelli della natura viva, i procedimenti in quest’ultima sono sottoposti alla conservazione dell’energia. In suo confronto perdono di valore, in quanto che non germogliano dentro, le caratteristiche acutamente concepite da Ernst Heinrich Weber, che distinguono gli esseri più esteriormente. Le differenze messe già in rilievo dal vitalismo, le apparentemente più gravi incomprensibilità e inimitabilità dell’essere vivente, della sua conformità allo scopo, delle diverse reazioni e dell’indivisibilità, si fondano sopratutto su errata interpretazione. Per ciò che riguarda l’indivisibilità, a dir il vero la cosidetta divisibilità di parecchi organismi ha per base soltanto una grande capacità di rigenerazione. Tuttavia in idea gli esseri viventi sono divisibili al modo dei cristalli in costituenti organismi elementari, così che appena si possono ancora chiamare individui; d’altra parte le macchine sono indivisibili al modo degli esseri viventi, poichè in tutt’e due l’azione dell’insieme risulta da quella delle parti e l’azione delle parti da quella dell’insieme. Così, senza fondamentale differenza di forza nel cristallo e nell’essere vivente, senza forza vitale sotto qualsiasi forma o rivestimento, si manifesta che tutt’e due sono l’uno con l’altro incommensurabili come un edificio divisibile in