Pagina:Bonarelli, Guidubaldo – Filli di Sciro, 1941 – BEIC 1774985.djvu/11

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ATTO PRIMO
ad ogni terzo lustro
rimanda un capitano
a tٍr da questi lidi
i pargoletti servi,
o d’uno o d’altro luogo,
o diece, o cento, o mille,
si come avvien che più di gente abbondi.
Ma da questa infelice
isoletta di Sciro,
grande sol per gli affanni,
venti e venti ne prende:
quei che, fra mille in prima
da la sua mano eletti,
sceglie la sorte poi fra lor cadendo,
quella sorte crudel che fece, appunto
or compie il terzo lustro,
sovra d’ogni altro addolorato padre
Ormino e me dolenti,
(forza è pur ch’ad ogni ora
piangendo i’la rimembri!);
allor, dico io, che pur lo stesso Oronte
a me Filli rapi, Tirsi ad Ormino,
e ad entrambo il core. Oh me infelice !
Mel.Dunque né pur a’ figli
d’Ormino e di Siren, che son pur figli
scesi dal grande Achille,
germi di quegli amori
per cui famosa è Sciro,
non si perdona in Sciro?
Non han dunque risguardo
al real sangue i regi?
Sir.Ah no, che nulla vale
senza scettro real sangue reale.
E chi vuoi tu che scorga
sott’umil tetto, in pastorali spoglie,
fra semplici costumi alma reale?