Pagina:Bonarelli, Guidubaldo – Filli di Sciro, 1941 – BEIC 1774985.djvu/17

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fin da bambina a favellar, quand’altri
del tuo stato chiedesse.
Clori.Io ? so.
Mel.Veggiamo
se ten rimembra. Attendi:
com’è’l tuo nome?
Clori.Clori.
Mel.Onde se’ tu?
Clori.Di Smirna.
Mel.Figlia di cui?
Clori.D’Armilla e di Melisse
Mel.Tirsi?
Clori.Non so chi sia.
Mel.Filli?
Clori.Non la conosco.
Mel.Tracia?
Clori.Mai non la vidi.
Mel.Appunto, appunto
cosi convien che parli :
e non fallar, s’hai pur la vita a grado.—
Non è già chi n’ascolti?
Vien dal bosco una ninfa.
Clori.Oh! ella è Celia, quella
ch’ha meco a parte il cor, quella che dianzi
smarrita i’ già cercando.
Mel.Or con lei ti dimora.
SCENA III
Clori, Celia.
Clori.O dolcissima Celia,
a pena colsi un fior, che ti perdei.
Ma dove e gli occhi e ? piede
si turbata ravvolgi?
sdegni ch’io ti riveggia?