Pagina:Boselli - Discorsi di guerra, 1917.djvu/143

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BOSELLI, presidente del Consiglio. Alla Camera ho parlato io in nome di tutto il Ministero, ed ho detto di politica estera tutto quanto si può dire alla Camera (Interruzioni all’estrema sinistra).

Nè io nè il ministro degli esteri potremmo dire cosa alcuna oltre quelle che ho già esposto.

Se la Camera ha fiducia in noi (Interruzioni), se crede che noi diciamo ciò che si deve dire e taciamo ciò che si deve tacere, ci confermi la sua fiducia; se non lo crede, conduca qui uomini che sappiano e parlare e tacere meglio di noi (Vivissime approvazioni — Vivissimi applausi — Commenti e rumori all’estrema sinistra).


Dopo di che si passò alla votazione dell’ordine del giorno presentato dall’on. Camera, al quale si erano associati gli onorevoli Dari, Magliano ed altri.

L’ordine del giorno, accettato dal Governo, diceva:

«La Camera, approvando le dichiarazioni del Governo, passa all’ordine del giorno».

Il risultato della votazione fu il seguente:

Presenti votanti 419
Maggioranza 210
Risposero: Sì 374
Risposero: No 45


* * *


La Camera prese le vacanze natalizie il 18 dicembre. Intanto i lavori parlamentari proseguirono nel Senato.

Questo consesso, nella ripresa invernale, aveva accolto con segni di manifesta simpatia e con vivissimi e prolungati applausi le dichiarazioni del Governo fatte dall’on. Boselli nella tornata del 5 dicembre 1916.

Il 21 dicembre dello stesso anno iniziò la discussione del disegno di legge concernente la proroga dell’esercizio provvisorio per i bilanci 1916-17 per la durata di sei mesi e cioè fino a tutto il giugno 1917.

Alla elevata discussione presero parte gli onorevoli Mazziotti, Maggiorino-Ferraris, Maragliano, Veronese, Barzellotti e Diena.