Pagina:Boselli - Discorsi di guerra, 1917.djvu/189

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Penso alla Francia, nostra amata sorella, che lottò vittoriosamente con noi contro gli stessi nemici di oggi, a Magenta e a Solferino: e, mentre nel mio animo risuonano le note esaltatrici del vostro inno nazionale, che oggi non è nè repubblicano nè monarchico, ma è l’inno della civiltà in armi, interpreto il sentimento unanime e profondo dei miei concittadini innalzando la mia voce nel grido di: Viva la Francia!


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Verso la metà del mese di marzo ebbe 1 ogo a Roma la conferenza interparlamentare del Commercio con i rappresentanti degli Stati alleati. Il 17 di detto mese il Presidente del Consiglio On. Boselli diede un ricevimento, alla Consulta, in onore dei delegati e in quell’occasione pronunziò il seguente discorso:

Mi è grato rivolgervi il saluto del governo che ho l’onore di presiedere e del popolo italiano, ch’è lieto di ospitarvi e che accompagna i vostri lavori con fiducia nella nobile, saggia ed effettiva opera vostra e ravvisa in voi con sentimenti cordiali la rappresentanza dei Parlamenti e delle nazioni che custodiscono la divina fiamma dèli’umana fraternità.

Il mio saluto esprime la fede comune nel progresso del lavoro umano e conferma il patto di solidarietà che ci unisce nel proposito di cooperare insieme ai futuri destini della civiltà.

Questi deriveranno da un nuovo assetto degli Stati fondato nelle garanzie di una pace duratura consacrata dal diritto e avvalorata dalla operosità dei popoli liberi.

Oggi ci unisce una guerra giusta, guerra di difesa, di risurrezione del diritto conculcato, di compimento della vita nazionale.