Pagina:Boselli - Discorsi di guerra, 1917.djvu/190

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Domani proseguiremo uniti ad elevare il pensiero che crea e ad animare con nuovi impulsi l’attività dalla quale si diffonde la prosperità dell’umana famiglia.

Tra noi non esistono più le barriere di pregiudizi antichi e noi vogliamo che la concorrenza economica sia scuola di libera energia, non lotta di rivalità dannosa per tutti.

Vi è anche nel mondo della produzione e dei commerci un’armonia che non solo giova al sentimento, ma che è pure consigliata dalla ragione.

Si incontreranno i nostri produttori e i nostri commercianti più che mai confidentemente. Insieme lavoreranno con sempre maggiore cordialità i nostri operai. Le nostre navi correranno sollecite e fortunate, cosi come oggi corrono costanti ed ardite i mari infestati presentemente dalle barbariche offese le quali non solamente sono onta e delitto per i loro autori, ma lascieranno indelebile ricordo in tutto ciò che è la vita delle nazioni e reciproco scambio di sentimenti e di opere.

L’Italia risponde con voti concordi ai voti di voi che rappresentate popoli alleati oggi nelle armi combattenti, alleati sempre per il trionfo della civiltà.

A voi il nostro saluto, a voi l’espressione dei comuni augurii; alla Francia, alta pensatrice, fervida ispiratrice, meravigliosa guerriera; all’Inghilterra che non cesserà mai di sorgere rivendicatrice delle libere nazioni: al Belgio che deve elevarsi così felice e intangibile nella risurrezione, come oggi è glorioso nel patriottismo eroico e nella santità del martirio ineffabile, che qui si personificano nel cittadino insigne di Bruxelles, cittadino di tutte le patrie dove si onora la forte e civile virtù; a voi rappresentanti del Giappone, lume di civiltà; a voi