Pagina:Boselli - Discorsi di guerra, 1917.djvu/191

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Portoghesi, cui tante memorie di idealità ci avvicinano; a voi figli della Russia che rivendicatasi in libertà recherà alla guerra della civiltà una novella forza; a voi figli della Serbia, nella cui anima vigorosamente temprata, lègge commossa e bene augurante l’anima italiana; a voi Rumeni, dei quali sentiamo intimamente il grido doloroso e partecipiamo le generose aspirazioni: a voi il nostro saluto: a voi l’espressione dei comuni augurii.

E insieme, o Signori, salutiamo quegli Stati Uniti di America il cui pensiero è fra noi, perchè è concorde col nostro per tutto ciò che ci unisce oggi, che ci unirà per l’avvenire.

Venga al vostro Congresso, da Roma, l’auspicio che non può fallire perchè è l’auspicio fondato sulla santità del diritto e sopra quelle conquiste civili che danno alla attività economica di ciascun popolo e alla solidarietà economica fra tutti i popoli luce, forza e vittoria.


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Il 10 Aprile 1917 fu solennemente inaugurata, in Campidoglio, la Mostra fotografica di guerra, ideata ed orgmizzata da un Comitato di cui era anima la Contessa Cadorna.

L’Assessore Leonardi dette il benvenuto ai presenti in nome di Roma e p On. Federzoni chiarì, in nome del Comitato ordinatore, le ragioni e gli intenti della mostra.

L’on. Boselli pronunziò, in quell’occasione le seguenti parole:

Signore, Signori,

Alla glorificazione, a cui ci invitò l’oratore eloquente, al proponimento, al quale egli invocò tutta l’opera nostra, noi consentiamo con tutta la nostra mente, con tutto il nostro cuore.