Pagina:Boselli - Discorsi di guerra, 1917.djvu/196

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Signori,

Quasi seicento anni or sono da questo Campidoglio Cola di Rienzo annunziava a tutte le città d’Italia, della sacra Italia - come ei diceva - la loro libertà. Cola di Rienzo, sei secoli or sono, convocava nel Campidoglio, per giudicarli, gli Imperatori e i Principi tedeschi, ingiungendo loro di presentarsi davanti a lui e agli altri magistrati del popolo romano.

Oggi da un altro Campidoglio il Presidente "Wilson ha bandito il verdetto dell’umanità. I combattenti dell’Intesa daranno a questo verdetto la consacrazione della vittoria: e da questo sublime verdetto e dalla immancabile vittoria si formerà perenne il patto di libertà e di giustizia: il patto del pensiero concorde nella vera civiltà, il patto del lavoro fraterno e fecondo: il patto di amore, di fede e di progresso fra tutte le genti civili.


* * *


Il 14 di detto mese alcuni amici ed ammiratori del Signor Thomas Nelson Pace, ambasciatore degli Stati Uniti di America, che avevano dichiarato la guerra alla Germania, dettero una colazione in suo onore, che assunse il carattere di una alta manifestazione italo-americana. Fu tra i convitati, insieme con alcuni Ministri l’On. Boselli che, al levar delle mense, si alzò e disse:

Alzo il bicchiere e saluto in voi, con fervido sentimento, il Presidente ed il popolo della grande e libera repubblica americana, potente nelle idee, potente nelle opere.

Saluto in voi, con sentimento cordiale, l’Ambasciatore che alla devozione incomparabile verso la sua Pa-