Pagina:Boselli - Discorsi di guerra, 1917.djvu/41

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stringerci insieme in una concordia sincera ed operosa; inspirata dalle tradizioni del nostro Risorgimento, illuminata dalla visione di quell’avvenire che all’Italia, restituita alle ragioni eterne dell’essere suo e della sua favella, darà nuova virtù di vita civile e nuova potenza di lavoro. (Applausi). Raggiunta la meta ciascuno tornerà al suo posto nella arena politica. (Approvazioni).

La concordia nazionale piena e fidente nel Paese, nelle aule parlamentari e nel Governo, deve andar affermata e suggellata da ogni atto della pubblica amministrazione. (Applausi). Noi non conosciamo alcuna pregiudiziale di fronte agli italiani di tutti i partiti, che del pari pugnano e muoiono per la Patria. (Vivissimi generali applausi). Tutti coloro che nel grande cimento dànno il cuore, il pensiero e l’opera per la vittoria nazionale entrano del pari nella concordia della Nazione. (Applausi). Solamente verso coloro che si provassero a deprimere in qualsiasi guisa la sicura fiducia del popolo italiano, immemori della santità della Patria, dovrà essere vigile ed inflessibile la pubblica autorità. (Vivissimi applausi).

A rappresentare la larga concordia nazionale giova, durante la guerra, l’accresciuto numero degli uomini chiamati a far parte del Governo. Esso reca ad effetto, nel solo modo conforme alle nostre istituzioni costituzionali e salvo il principio essenziale della responsabilità governativa, la più estesa e continua partecipazione di tutti i partiti e di tutte le tendenze all’opera del Governo. La quale, anche mercè la collaborazione delle energie di cui pure è dovizia nel Parlamento e nel Paese, dovrà, durante la guerra, spingere alla massima efficacia