Pagina:Cabala del cavallo Pegaseo con l'aggiunta dell'Asino Cillenico.djvu/8

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viii

dell'antico e del nuovo Testamento, per fermare il principio che la santità esclude la scienza, e non sostiene altro che la infingardia e la bestialità; che l'uomo, per piacere a Dio, dee passar la vita ad abbrutire; che la stoltezza e la scimunitaggine rispetto alle cose di questo mondo, d'un mondo creato da Dio, sono di necessità saggezza e scienza dell'altro mondo. Cotalché l'uomo giusto e santo, l'uomo di Dio possiede tutti gli attributi che distinguono l'asino, la semplicità, l'impassibilità, l'imperizia, e si sforza di rassomigliare sempre più, non già a Dio, ma all'asino; quasi che la sostanza della religione fosse la stupidità; quasi che la pietà, scambio di essere studiosa, solida, grande, illuminata, profonda, dovesse essere ignorante, indolente, gretta, frivola, superficiale e solo a tal patto meritasse il titolo di dotta e di santa. Qui, a credere a Bruno, mettono capo le false spiegazioni delle parole di san Paolo, di Dionigi l'areopagita, di sant'Agostino, e di quella massima di