Pagina:Cagna - Alpinisti ciabattoni.djvu/154

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la sua parlata sulla faccia dell’avvocato, attaccò la stretta.

— Ma non sa lei che Marsala è una sfolgorante pagina della nostra epopea?... Ma non sa lei che questa povera Italia è santificata col sangue de’ suoi figli? Non sa lei che da Emanuele De-Deo ai Ruffini, ai Manara, ai Mameli, dai Fratelli Bandiera ai De-Cristoforis, ai Bronzetti, ai Cairoli, intercede una santa processione di migliaja e migliaja di martiri? — Ma non sa lei, non sanno loro signorine — urlò volgendosi alle damigelle che si davano aria di gnorri — non sanno, signorine, che si ebbe una falange di madri, di sorelle e di spose, che si videro seppellire nelle galere, o impiccare come manigoldi i loro cari, colpevoli non d’altro che di amare il loro paese? Oh che, siamo forse turchi o selvaggi addirittura per ignorare queste cose? E se non le sanno, da bravo lei, signor avvocato, risparmi un caffè e comperi un volume della nostra Storia Nazionale; c’è tutta una letteratura, spicciola, popolare, dai volumi di Jessie Mario alle cesellature storico-letterarie di Giovanni Faldella... Regali uno di quei volumi a queste belle signorine che leggeranno forse Zola, Daudet, De-Goncourt; ed impareranno che anni addietro in Italia le fucilate non si tira-