Pagina:Cagna - Un bel sogno, Barbini, Milano, 1871.djvu/118

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sue manine ricche pieghe di seta che scendevano bizzarramente formando i cortinaggi di quel nido degno di accogliere nel suo grembo la madre degli amori. —

Un ricco tappeto damascato a vari colori copriva il pavimento rendendo il passo sdrucciolevole come se si camminasse sopra un tappeto di muschio — Le finestre di quella stupenda cameretta erano due prospettanti in un’ampio giardino. Era nelle ore del meriggio, regnava il più alto silenzio, e la luce opprimente del caldissimo sole veniva temprata dalle chiuse persiane; solo qualche barlume di raggio passando per le fenditure, andava a frangersi sopra i cortinaggi di seta color cilestre scuro, lanciando un magnifico effetto di luce per tutta la camera —

Si fu in quel paradiso che Ermanno venne introdotto da Laura che lo teneva sempre per mano sclamando:

— Ecco questa è la mia stanza da letto.

Ermanno non rispose; l’aspetto di quella voluttuosa eleganza invece di destare la sua ammirazione, fece nascere in lui una sensazione penosa — Checchè se ne dica, il lusso impone anche a coloro che sdegnano di ammirarlo; attraversando quelle sale una più dell’altra ricca; abbagliato dal continuo luccicare delle dorature; stordito dal profumo dei fiori e delle essenze, il povero Ermanno pareva infatuato, e nell’animo suo, senza volerlo, riconobbe la gran distanza che correva fra lui e la ragazza che tenevalo per mano — Ad ogni passo svaniva quel fumo d’orgoglio artistico che disconosce ogni disuguaglianza sociale, e quando pervenne nella camera di Laura, egli era al massimo grado di prostrazione, ed ebbe quasi ad arrossirne vedendosi trattato con tanta famigliarità da quella fortunata giovinetta a cui natura era stata prodiga di tutti i sorrisi. —