Pagina:Cagna - Un bel sogno, Barbini, Milano, 1871.djvu/137

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segnerò a tutto, purchè sia certo che tu non serberai memoria ingrata di me. — Io formo ora l’educazione del tuo cuore perchè un’altro ne possa godere le dolcezze, e bramo solo una qualche ricordanza per l’appassionato maestro....

— È una crudeltà, sclamò Laura singhiozzando, tu non hai cuore se mi maltratti in tal guisa; era così felice, ed ora mi fai piangere! — Le tue tristi profezie sono false, perchè sento che non potrà mai accadere ciò che tu mi dici; perchè sento di soffrir troppo al solo pensarvi....

— Perdono! disse Ermanno stringendole la mano.

— Cattivo, crudele....

— Via madamigella.... alzi lo sguardo, sorrida perchè ho finito....

— Ed ora comincio io....

— Avanti.

Laura si rasciugò gli occhi indi riprese con fuoco tra il serio ed il faceto, tra le lacrime ed il sorriso.

— Ella signor mio è un falso profeta, ella crede che io abbia il cuore duro, duro come macigno, come il suo che si compiace di torturarmi; ma io le dirò: prima, che non sono tanto bella quanto ella vorrebbe farmi credere, che ho tanto giudizio da non essere tenuta per una fanciulla che cambia affetti ad ogni voltar di vento. — Secondo che se sono ricca me ne importa niente, perchè quando si ama le ricchezze valgono a nulla; terzo che non andrò in società; quarto che se non posso maritarmi come la penso io starò zitella, capace anche di farmi monaca; infine che il mio Ermanno è un cattivaccio!....

— Come la mia Laura è la più cara di tutte le creature! interruppe egli abbracciandola.

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