Pagina:Cagna - Un bel sogno, Barbini, Milano, 1871.djvu/55

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promesse, o che verrà colle buone, o le faremo venire per forza.

— Si accerti, o signora, rispose Ermanno, non vi sarà questa necessità. — Mi procurerò un giorno questo piacere.

Le due giovinette intanto si erano di molto allontanate; pareva che parlassero di qualche cosa ben importante, perchè si portarono alla distanza da non essere udite. — Laura volgevasi spesse volte indietro; indi si rimetteva a parlare gesticolando in modo che tradiva la sua contentezza. Che mai diceva essa alla cugina per discorrere con tanta enfasi? e perchè Letizia ascoltava col labbro atteggiato ad un sorriso malizioso? — Le donne, e le ragazze specialmente, abusano spesso di confidenza verso le loro amiche; un primo amore, il primo palpito del cuore, è un peso troppo grave per una fanciulla, perchè possa celarne il segreto. È vano pretendere che ella debba tenersi per sè le impressioni che la agitano, e nel seno di un’amica versa tutto il suo mistero.

Le confidenze divengono una necessità nella donna che ama per la prima volta. L’uomo è egoista della sua felicità, la donna ne è ambiziosa; l’uomo la nasconde con tutta cura, la cela agli sguardi di tutti; la donna invece prova una grande compiacenza nel rivelarla, e tradisce il secreto in tutti i suoi atti.

Laura col solo suo modo di camminare, appoggiata, anzi abbracciata a Letizia, palesava il suo amore. — Le due ragazze dopo di aver passeggiato sole per qualche tempo, si rivolsero agli altri, e Letizia chiamò:

— Signor Ermanno, ascolti una parola.

— Ai loro ordini, rispose il giovane avvicinandosi; non aveva ancora parlato, che già esse si erano attaccate alle sue braccia.