Pagina:Cagna - Un bel sogno, Barbini, Milano, 1871.djvu/78

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sumato dall’amore per un’altro, e nello svolgersi di tante nuove sensazioni nell’animo tuo, sarà per me gran ventura se ti ricorderai qualche volta i tratti del mio volto. — Io la prevedo questa inevitabile conseguenza; è legge di natura che alla tua età si mutino spesso inclinazioni ed affetti; ma io o Laura, sarò sempre lo stesso, l’immagine tua sarà l’ultimo sorriso di gioja che splenderà fino all’estremo della mia vita.

«I piaceri del mondo non hanno più attrattive per me che ne conosco la trama; io vivrò della tua immagine; e quando il tuo cuore non avrà più un palpito per me, quando la mia memoria verrà travolta nella tua mente, io ti adorerò sempre colla stessa religione, ne accadrà giammai che ti rimproveri menomamente un’incostanza alla quale sono già fin d’ora rassegnato!

«Perdonami Laura, l’amarezza di queste parole; lo so, esse ti suoneranno come un’ingratitudine da parte mia, e fors’anco ti strapperanno una lagrima di dolore; ma un giorno pur troppo ti persuaderai che il presentimento del mio cuore era una ben triste verità. — Ricordati allora o Laura, che nel pronunziare questo fatale vaticinio, io ti ho anticipatamente perdonata ed assolta da ogni rimorso.

«Ed ora, fanciulla mia, ora che il mio amore ti ha tutto svelato il suo dubbio tremendo, ora che quest’anima innamorata ha letto nel libro dell’avvenire, tergi le lagrime, ed ascolta la voce del mio amore: — Tu parti! fra poche ore abbandonerai questa città, e chi sa quando ci rivedremo. — Addio anima mia! il mio più ardente saluto ti accompagnerà per via; la mia mente ed il mio cuore saranno sempre teco, e benedico con tutto il trasporto la buona stella che ti addusse sul mio cammino.... Addio Laura! in questo