Pagina:Cagna - Un bel sogno, Barbini, Milano, 1871.djvu/89

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sentimenti; è tanto ingenua che mal seppe celarmi il suo segreto. — Oh! non l’avessi mai scoperto! L’uomo è decisamente troppo ardito nelle sue aspirazioni, e non so come mai ho potuto concepire una sì strana follia; come mai un’amore così insensato venne ad impossessarsi di me!

«Io aveva in mio soccorso la più salda ragione, ma ciò valse a nulla. — Ora essa è partita da sette giorni trovasi in Milano, da sette giorni, capisci la noia e lo sconforto mi tormentano, e questo povero mio cuore non ha più pace. — L’immagine di quella giovinetta, le sue carezze, i suoi sorrisi mi rimasero impressi in quello slancio della fantasia che si chiama l’anima.

«Dopo tutto; non è egli un sogno, un sogno molto, ma molto lontano da ogni ombra di realtà! Eppure io lo vagheggio questo sogno come una cara speranza. — Mio buon amico, tu più che nol sii ti ostini a parer scettico; ebbene sacrifica per poco il tuo sistematico dubbio e credi, credi che soffro, credi che amo. Che l’idea del mio dolore tenga lontano dal tuo labbro il sorriso dell’ironia; non tutti sono forti, ed io ne dò chiara prova, io che mi sono smarrito nello sguardo di una fanciulla che ora per frutto d’inesperienza crede d’amarmi, e domani forse mi dimenticherà.

«Già prevedo il triste fine di questo episodio di amore; lo prevedeva prima ancora che il mio cuore ne subisse l’influenza, e nonpertanto non seppi ritrarre il piede, ed eccomi vittima di una follia che io stesso deploro senza cercarvi rimedio.

«Si può forse amare un’essere lontano? Dal canto mio sì, perchè nella continua lotta dell’esistenza vidi cadere mille speranze deluse, perchè io posso isolarmi moralmente dalla società per dedicarmi in secreto al culto di una memoria; perchè io non temo più il fa-