Pagina:Cagna - Un bel sogno, Barbini, Milano, 1871.djvu/99

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l’aria le soavi armonie che tu solo sai trarre dal pianoforte. — Perchè scuotendomi dal dolce letargo mi trovo sola e cogli occhi lagrimosi?

«E dopo tutto, potrai tu ancora dubitare del mio amore! Te lo giuro Ermanno, il mio carattere ha subito in breve tempo una strana trasformazione; non sono più una fanciulla senza pensieri, la mia mente si è d’un tratto illuminata, e guardando addietro sul tempo trascorso mi accorgo di aver fatto un gran passo nella vita. — Tu mi porgesti mano per guidarmi sulla via della vera felicità che trova un’eco nel cuore, e m’insegnasti colla mestizia del tuo sorriso un mondo di delizie da me ignorate.

«Dimenticarti tu dici? Oh! mai, mai mio Ermanno; e questa mia promessa che emana dall’anima, abbila per cancellare ed abbattere i tristi pensieri. — Che importa a me delle ricchezze, del lusso, delle sale dorate? Io ti amo, e questa parola è la più eloquente protesta che io sappia trovare contro la tua incredulità. — Oh! tu non sai quanto più grande mi sembri d’ogni uomo anche da lontano. — Credimi Ermanno, la supremazia che tu prendesti in questo povero cuore, è troppo grande perchè io non possa dimenticarti per tutta la vita, e ti assicuri il giuramento che ti faccio al cospetto di Dio, di amarti sempre come l’essere a me più caro. —

«Credi tu che il mio cuore non sia capace di nutrire un lungo affetto?.... Finora che io sappia non ti diedi ancora il minimo dubbio sulla mia costanza, e tu non puoi nè devi anticipatamente condannarmi. — Chissà quello che avverrà di noi. Ma qualunque cosa sia per accadere, sento che tu sarai sempre l’oggetto de’ miei più cari pensieri. — Il cielo non può avermi male di questo affetto che mi avvicina maggiormente ad esso, Dio non potrebbe punirmene se