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È nato a Palermo di cospicua famiglia e si è sempre fatto notare per isvegliatezza d’ingegno e per sentimenti patriottici. Quindi è che non appena la Sicilia fu annessa al nuovo regno italiano, egli ebbe alti incarichi municipali e fu più tardi ammesso nel Senato.





Toscano, palesò fino dagli anni i più giovanili molto entusiasmo di cuore e apertura di mente. Scrisse versi, alcuni de quali assai ispirati, e siccome allora in Italia un sonetto o un’ode al disopra del mediocre non tardavano a procurare al loro autore una fama che ora è necessario guadagnarsi con lavori più seri, così l’attenzione pubblica in Toscana si fissò benevole sul giovine poeta; il quale, è d’uopo avvertirlo, aveva saputo mettere a profitto le lezioni avute da uno dei più chiari e sommi professori di letteratura, da Silvestro Centofanti.

Più tardi il Montanelli si ebbe anch’egli una cattedra in Pisa. — In quel mezzo scoppiarono gli avvenimenti del 1847 e 48 e il Montanelli vi si gettò in mezzo a tutt’uomo.

Accompagnò il battaglione universitario toscano nei campi di Lombardia; e a Curtatone ricevette una ferita che valse a dargli una ben grande popolarità. Tornato col braccio al collo in Firenze ebbe ovazioni da trionfatore, e si lasciò salire al cervello i dolci fumi della lode esagerata e dell’ammirazione ultraspinta.

Com’era divenuto un eroico guerriero perchè non indietreggiò al fuoco e perchè ebbe una di quelle fe-