Pagina:Calani - Il Parlamento del Regno d'Italia, vol 3.pdf/117

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

— 967 —

Vi sono alcuni, i quali hanno un tempo conosciuto molto davvicino il Mazzini e che gli sono stati anche fino ad una cert’ora devoti, i quali, ravveduti in oggi e discostatisi da lui, sembrano essere nel caso di dare un giudizio probabilmente sicuro intorno al carattere e ai moventi di quel capo setta.

Si esclude udendo costoro, completamente l’idea che il Mazzini sia un individuo di mala fede, ma si ammette incontestabilmente quella che egli possa essere allucinato da un’ambiziono smodata, la quale è dominante sovresso il segno tale da renderlo affatto ligio ai suoi più folli desiri, al punto che non vha mezzo o tentativo che gli sembri di ripudiarsi, purchè valga in qualche maniera a soddisfarne le brane insaziabili.

Ed a quest’ora si sostiene che la cosa possa essere spinta tant’oltre, da doversi addirittura qualificare di mania o di fanatismo che traseende fino ai limiti della frenesia.

Certo quest’opinione ci sembra molto ragionevole, e i fatti per corroborarla non si presentano che troppo frequenti e terribili. Evidentemente il Mazzini, checchè ne dica egli stesso, e checchè vadano predicando i suoi più fedeli adepti, ha tentato fare dell’Italia un piedistallo a sè piuttostochè non abbia mai seriamente pensato al vantaggio di essa. E questa sua smodata, e diciamo pure insensata ambizione, non ha abbadata per disgrazia al costo di sacrifizi che poteva imporre alla patria stessa od altrui l’appagarla.

Non bisogna farsi illusione; tutti o quasi tutti i conati che per iniziativa del Mazzini si sono prodotti in Italia o fuori col sedicente scopo di tener desto lo spirito nazionale e di turbare il sonno ai sovranucoli d’Italia, non potevano non avere agli occhi delle persone dotate di qualche senno, che lo scopo più presto e più imlubitatamente raggiunto, di far gontiare le gote della Fama per soffiare a tutto fiato nelle sue due trombe il nome del grande agitatore. Che se vi fosse chi sostenesse assurda questa appreziazione, noi volontieri ce ne assumiamo la responsabilità, che del resto, dividiamo con persone di molto senno, le quali molto meglio di noi anche, sono a portata di giudicare gli atti di Giuseppe Mazzini.