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merica, e fu messo a bordo d’un piroscafo che dirigevasi a quella volta.

Ma il nostro protagonista, giunto che fu a Malta, sbarcò, e dopo un mese, recossi a Torino, ove aprì un corso di lezioni private sul Dante. Quella critica, che era stata nuova per Napoli, lo fu pure per l’alta Italia, e le lezioni del De Sanctis furono affollatissime. I giornali italiani ne menarono gran romore, e se ne videro analisi in vari periodici francesi.

Scrisse nel medesimo tempo profondi articoli di critica nel Cimento, nella Rivista Contemporanea, nel Piemonte, articoli riprodotti ancg’essi dai principali fogli della penisola, e lodati e tradotti oltr’Alpi.

Rimasto tre anni in Torino, il Politecnico federale di Zurigo lo nominò professore di letteratura italiana. Colà scrisse, e dette alla luce in Italia, vari lavori critici sopra Victor-Hugo, Lamartine, Giulio Janin ecc., fece lezioni sui diversi secoli della letteratura italiana, apri un corso privato sul Petrarca, e pubblicò alcuni saggi delle sue lezioni sovra Dante.

Proclamata appena la costituzione a Napoli, il De Sanctis rimpatriò subito, e prese parte attiva al movimento che rovesciò la dinastia de’ Borboni.

Entrato Garibaldi nella capitale partenopea, il nostro protagonista fu mandato governatore in Principato Ulteriore, dopo esservi scoppiato un tremendo moto reazionario. Il suo governo valse a ripristinare la tranquillità in quella provincia.

Nominato direttore della pubblica istruzione a Napoli, non volle accettare tale ufficio se non quando fu decretata dal prodittatore marchese Pallavicini-Triulzio l’annessione delle Due Sicilie al regno italiano, essendo stalo del numero di coloro che contribuirono assai ad affrettarla.

Ritiratosi Garibaldi, dimessosi il ministero, De Sanctis rientrò pure nella vita privata, non accettando veruna delle offerte d’impiego ch’erangli fatte.

Eletto deputato al Parlamento nazionale dal collegio di Sessa, si recò a Torino, ove fu scelto dai suoi colleghi alla carica di segretario della Camera.

Quel grand’uomo che fu il conte Camillo di Cavour,