Pagina:Campanella - La Città del Sole, manoscritto, 1602.djvu/16

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8r

[versione diplomatica] mire e la mattina di mandar alli servitÿ di q̃lli a chi tocca, uno ò due ad ogni stanza. Et essi giovani si servono trà loro, e chi ricusa, guai a lui. Vi son prime, e seconde mense d’una parte mangiano le donne, dall’altra l’huõi; e stanno come in refettorio de frati. Si fa senza strepito, et un semp̃ legge a tavola cantando, e spesso l’officiale parla sopra qualche passo della lettione. È una dolce cosa vedersi servire di tãta bella gioventu in habito succinto, e coss’a tempo, e vedersi à canto tanti amici, [frati?], figli, e madri, vivere cõ tanto rispetto et amore.

Si dona à ciascuno il suo piatto. E li medici hanno cura di dire alli cochi in quel giorno, qual sorte di vivanda conviene; e quale alli vecchi, q̃lle alli giovani, e quale all’ammalati; e l’officiali hanno la miglior parte, e mandano spesso in tavola del loro à chi più s’ha fatto honore la matina nelle lettioni, e dispute delle scienze, e d’armi. E questo si stima p̃ grãde honore, e favore. E nelle feste fanno cantar una musica pur in tavola. E p̃che tutti metteno mano alli servitÿ, mai nõ si trova che manchi cosa alcuna. Son vecchi savÿ soprastanti a chi co-


[versione critica] mire e la mattina di mandar alli servizi di quelli a chi tocca, uno o due ad ogni stanza. Ed essi giovani si servono tra loro, e chi ricusa, guai a lui. Vi son prime, e seconde mense d’una parte mangiano le donne, dall’altra gli uomini; e stanno come in refettorio de frati. Si fa senza strepito, ed un sempre legge a tavola cantando, e spesso l’officiale parla sopra qualche passo della lezione. È una dolce cosa vedersi servire di tanta bella gioventu in abito succinto, e così a tempo, e vedersi a canto tanti amici, [frati?], figli, e madri, vivere con tanto rispetto ed amore.

Si dona a ciascuno il suo piatto. E li medici hanno cura di dire alli cochi in quel giorno, qual sorte di vivanda conviene; e quale alli vecchi, quelle alli giovani, e quale all’ammalati; e l’officiali hanno la miglior parte, e mandano spesso in tavola del loro a chi più s’ha fatto onore la matina nelle lezioni, e dispute delle scienze, e d’armi. E questo si stima per grande onore, e favore. E nelle feste fanno cantar una musica pur in tavola. E perché tutti metteno mano alli servizi, mai non si trova che manchi cosa alcuna. Son vecchi savi soprastanti a chi co-