Pagina:Campanella - La Città del Sole, manoscritto, 1602.djvu/51

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[versione diplomatica] fin al decimo nono anno qǹ pur 🐉 finisce il suo corso; del che han fatto nuova Astronomia, laudano Tolomeo, et ammiravano Copernico (benche Aristarco e Filolao prima dell’altri) ma dicono che l’uno fà il cõto con le pietre, e l’altro cõ le fave, ma nullo con le stesse cose contate, e pagano il mondo di scudi di conto, e nõ d’oro, però essi cercano assai sottilmỹ questo negotio, perch’importa a saper la fabrica del mondo, e se perirà, e quando; e credeno esser vero quello che disse Christo delli1 segni delle stelle, li quali alli stolti nõ paiono, ma li veniva come ladro di notte, il fin delle cose: onde aspettano la rinovatione di secoli, e forse il fine. Dicono ch’è gran dubio sapere s’il mondo fu fatto di nulla, ò delle ruine d’altri mondi, o del Chaos. ma par verisimile che sia fatto anzi di certo. Son nemici d’Aristotele, e l’appellano pedante. Honorano il sole e le stelle come come cose viventi, e statue di Dio, e tempÿ celesti, ma nõ l’adorano, e più honorano il Sole. Nulla creatura adorano de latria altro che Dio, e però à lui serveno solo sotto l’insegna del Sole, ch’è insegna, e volto di Dio, da cui viene la luce, il calore, et ogn’altra cosa, però l’altare è come un sole fatto; e li sacerdoti pregano Dio nel Sole, e nelle stelle, e chiamano l’angioli buoni per intercessori, che stanno nelle stelle vive case loro, perche le


[versione critica]

fin al decimo nono anno qǹ pur 🐉 finisce il suo corso; del che han fatto nuova Astronomia, laudano Tolomeo, et ammiravano Copernico (benche Aristarco e Filolao prima dell’altri) ma dicono che l’uno fà il conto con le pietre, e l’altro con le fave, ma nullo con le stesse cose contate, e pagano il mondo di scudi di conto, e non d’oro, però essi cercano assai sottilmente questo negozio, perch’importa a saper la fabrica del mondo, e se perirà, e quando; e credeno esser vero quello che disse Christo delli1 segni delle stelle, li quali alli stolti non paiono, ma li veniva come ladro di notte, il fin delle cose: onde aspettano la rinovazione di secoli, e forse il fine. Dicono ch’è gran dubio sapere s’il mondo fu fatto di nulla, o delle ruine d’altri mondi, o del Caos. Ma par verisimile che sia fatto anzi di certo. Son nemici d’Aristotele, e l’appellano pedante. Onorano il sole e le stelle come come cose viventi, e statue di Dio, e tempi celesti, ma non l’adorano, e più onorano il Sole. Nulla creatura adorano de latria altro che Dio, e però a lui serveno solo sotto l’insegna del Sole, ch’è insegna, e volto di Dio, da cui viene la luce, il calore, et ogn’altra cosa, però l’altare è come un sole fatto; e li sacerdoti pregano Dio nel Sole, e nelle stelle, e chiamano l’angioli buoni per intercessori, che stanno nelle stelle vive case loro, perché le

  1. 1,0 1,1 del, cancellato fine riga, ndt.