Pagina:Canti (Leopardi - Donati).djvu/157

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

XL


DAL GRECO DI SIMONIDE


     Ogni mondano evento
è di Giove in poter, di Giove, o figlio,
che giusta suo talento
ogni cosa dispone.
5Ma di lunga stagione
nostro cieco pensier s’affanna e cura,
benché l’umana etate,
come destina il ciel nostra ventura,
di giorno in giorno dura.
10La bella speme tutti ci nutrica
di sembianze beate,
onde ciascuno indarno s’affatica:
altri l’aurora amica,
altri l’etade aspetta;
15e nullo in terra vive
cui nell’anno avvenir facili e pii
con Pluto gli altri iddii
la mente non prometta.
Ecco pria che la speme in porto arrive,
20qual da vecchiezza è giunto,
e qual da morbi al bruno Lete addutto;
questo il rigido Marte, e quello il flutto
del pelago rapisce; altri consunto
da negre cure, o tristo nodo al collo