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Pagina:Capella - L'anthropologia, 1533.djvu/69

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LIB. II. 32

soggiunse il Poeta. perche come la candida stella di Venere non s'allontana mai dal fiammeggiante carro di Phebo, cosi la fortezza non si parte mai dalla giustitia. Il che se cosi è, che esser altrimenti non puote; certissimo è che le donne nella fortezza sono superiori: della quale à me par singolare, et maraviglioso effetto il frenare la cupidigia di mal fare: et se volete di ciò essempi, quanti ne troverete di fortezza d'animo piu nelle donne, che ne gli huomini; si come di colei che immeritamente condannata da Philippo Re di Macedonia, essendo menata al supplitio, cŏ(n) forte animo disse. Di si ingiusta sentenza non mi richiamerei ad altri che à Philippo, ma sobrio: si come ancora di Cleopatra, che acciò non fosse nel triompho condotta, sostenne volontariamente i velenosi morsi degli aspidi. Ne lascierò di Evadne; che fortemente volle nel funeral rogo del morto marito Capaneo le sue fiamme mischiare. Che dirò di quella, che havĕ(n)do intesa la morte del marito, nŏ(n) hebbe timore d'ingiottire gli ardĕ(n)ti carboni? et dell'altra, ch'havĕ(n)do sforzatamente la pudicitia perduta, con l'acuto coltello aprì 'l suo casto ed disdegnoso petto? Innumerabili sară(n)no gli essempi, se vorrò delle Thedesche, et dell'altre che rivolgendo le antiche, et moderne istorie si trovano raccontare; delle quali consigliatamente hora taccio. percio che nella magnanimità molte se ne riserbano, dalla fortezza in questo mio ragionamĕ(n)to divisa per questa cagione; che la magnanimità cŏ(n)siste in tĕ(n)tar cose gră(n)di, et difficili: la fortezza in vincere la doglia, il timore, et l'altre passioni dell'animo. Ma qual è maggior doglia che della morte? qual maggior timore