Pagina:Carli - Dell'anfiteatro di Verona, 1785.djvu/29

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rò di sbandar le legioni, disponendole, come si è detto, in più parti, e* 1 commettendo ai Tredicesimi la costruzione degli anfiteatri. Da Torino arrivato in Pavia, vi sedò alcune lievi brighe, e scemò alle legioni gli ajuti dando loro congedo:1 indi piegò a Cremona, ove goduta la festa che gli diede Cecina, desiderò di portarsi al campo di Bedriaco, e contemplare i vestigi della recente vittoria: feano dopo quaranta giorni schifoso e tetro spettacolo gli straziati cadaveri, le tronche membra.... basta così. Si lascia adesso trarne al lettore la naturale induzione, che ne deriva.

Dal giorno della battaglia di Bedriaco fino a quello, in cui Vitellio, veduta la festa di Cecina, vi si portò, erano scorsi appunto quaranta giorni Intra quadraginta pugnæ diem: si diffalchi da questi tutto il tempo necessario a Vitellio per fare e il viaggio delle Gallie, e quante più cose visto abbiam che vi fece prima dell’arrivo


B iij

  1. Ved. num. 10.
  1. Inde Vitellius Cremonam flexit; & spectato munere Cæcina, insistere Bedriacensibus campis, ac vestigia recentis victoriæ lustrare oculis concupivit; fœdum atque atrox spectaculum intra quadraginta pugnæ diem lacera corpora, trunci artus.... Tac. hist. lib. 2.