Pagina:Carli - Noi arditi, 1919.djvu/64

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fanti, maltrattati e umiliati dai prepotentissimi «caproni» non ci hanno ringraziati? Essi che, poveri diavoli, non hanno mai potuto reagire se non con qualche innocente motteggio, vedevano in noi dei vendicatori, e ci consumavano un po’ come i loro fratelli maggiori.

Poi, anche questa lotta, che non tornava certo a vantaggio dell’Italia, si è andata a poco a poco spegnendo. In ultimo, si è visto persino, in Dalmazia, qualche Ardito far la pattuglia coi carabinieri, per spazzar via le carogne jugoslave!

L’Ardito, in qualunque circostanza, per qualunque lotta, per qualunque servizio dove ci sia da osare, è ricercato come una merce rara, come un elemento prezioso. Quando si ha bisogno di lui, tutti lo adulano, lo accarezzano, lo esaltano. La sua presenza è di conforto e di gioia, egli sa portare il calore del suo coraggio e l’ottimismo del suo largo sorriso di forte negli ambienti più gelidi e più tristi, nei cuori più timidi e incerti.

Egli ha perfino il dono di render forte e sano ciò che tocca, e di render generoso chi non lo è. Un giorno dell’estate scorsa, un Ardito venne a Roma in licenza-premio. Corre a casa e trova sua madre in lagrime perchè il padrone di casa, che avanzava parecchi arretrati, le aveva

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