Pagina:Carli - Noi arditi, 1919.djvu/65

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dato lo sfratto. L’Ardito va dal padrone di casa. Gli avrebbe potuto — egli, il teppista! — far delle minacce, costringerlo a ritirare lo sfratto. No. L’Ardito estrae la sua licenza-premio, ne legge la motivazione al burbero padrone di casa, e gli dice:

— Avresti tu il cuore di gettare sulla strada la madre di un Ardito?

Il padrone di casa aveva qualche lacrima al ciglio, e la madre dell’Ardito rimase nella sua casa.


Definizione.

Dall’ardire e dall’ardore è nato l’Ardito.

Qualcuno l’ha voluto definire un romantico della nuova Italia. Qualcun altro ha visto in lui lo spirito garibaldino con altra divisa. Altri vi ha trovato elementi di guasconismo, ecc. ecc.

Tenterò anch’io una definizione, che riassuma le impressioni che ho sparso in queste pagine.

Io vedo negli Arditi il trionfo di una giovinezza modernissima e italianissima, non guasta da scetticismi e da esperienze roditrici. L’esplosione di una razza degli istinti potenti: muscoli


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