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Cosimo aver sempre modo d’intrattenersi con un uomo di tanto sapere.

Oltre Marsilio, oltre l’Argiropulo, Careggi che fu la vera sede della scuola platonica, ospitò per anni e anni altri insigni cultori di quelle discipline e primi fra tutti Agnolo Poliziano e Pico dei signori della Mirandola, giovani di vasta coltura che furono gli amici più cari e più affezionati di Lorenzo nipote di Cosimo, egli pure per desiderio dell’avo cultore delle lettere e della filosofia.

Cosimo aveva in particolar modo cercato di dare un’ampia e profonda istruzione alla famiglia, quasi presago di un avvenire che certo era più facile di raggiungere mediante quell’autorità e quel rispetto che il sapere ha sempre ispirati. Egli amava assai i suoi figli Piero e Giovanni che gli erano nati da Contessina de’ Bardi e quando con suo immenso dolore si vide rapito dalla morte Giovanni nel 1463 e dovette accorgersi che anche Piero ammalato di gotta non avrebbe a lungo vissuto, non ebbe altro conforto che quello di vedere vicino a se i nipoti Lorenzo e Giuliano e di saperli bene avviati nello studio e nella pratica d’ogni civile virtù.

Careggi non fu priva del suo signore che per un anno soltanto, dal 3 ottobre del 1433 al 1.º ottobre del 1434; l’anno dell’esiglio.

I sospetti d’ambizione di potere s’erano accumulati su di lui. Tanta magnificenza di fabbriche, tanta liberalità nel proteggere artisti e letterati, tanta larghezza nel soccorrere ed aiutare mercanti e banchieri, tanto amore di popolarità, parvero l’aurora del giorno in cui egli avrebbe tolta la libertà a Firenze, creandosene sovrano.

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