Pagina:Castiglione - Il libro del Cortegiano.djvu/159

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libro secondo. 143


cato, se gli rivoltò con un certo aspetto cogitabondo, e disse, tanto forte che ognun lo sentì: Beato tu, che non hai che fare col Cardinale di Pavia.

LXXIII. E questa sorte di facezie che tiene dell’ironico pare molto conveniente ad uomini grandi, perchè è grave e salsa, e puossi usare nelle cose giocose ed ancor nelle severe. Però molti antichi, e dei più estimati, l’hanno usata, come Catone, Scipione Africano minore; ma sopra tutti in questa dicesi esser stato eccellente Socrate filosofo, ed a’ nostri tempi il re Alfonso Primo di Aragona; il quale essendo una mattina per mangiare, levossi molte preziose anella che nelli diti avea, per non bagnarle nello lavar delle mani, e così le diede a quello che prima gli occorse, quasi senza mirar chi fosse. Quel servitore pensò che ’l re non avesse posto cura a cui date l’avesse, e che, per i pensieri di maggior importanza, facil cosa fosse che in tutto se lo scordasse: ed in questo più si confermò, vedendo che ‘1 re più non le ridomandava; e stando giorni e settimane e mesi senza sentirne mai parola, si pensò di certo esser sicuro. E così essendo vicino all’anno che questo gli era occorso, un’altra mattina, pur quando il re voleva mangiare, si rapresentò, e porse la mano per pigliar le anella; allora il re, accostatosegli all’orecchio, gli disse: Bastinti le prime, chè queste saran buone per un altro. — Vedete come il motto è salso, ingegnoso e grave, e degno veramente della magnanimità d’uno Alessandro.

LXXIV. Simile a questa maniera che tende all’ironico è ancora un altro modo, quando con oneste parole si nomina una cosa viziosa. Come disse il Gran Capitano ad un suo gentiluomo, il quale dopo la giornata della Cirignola, e quando le cose già erano in securo, gli venne incontro armato riccamente quanto dir si possa, come apparecchiato di combattere; ed allor il Gran Capitano, rivolto a don Ugo di Cardona, disse: Non abbiate ormai più paura di tormento di mare, chè Santo Ermo59 è comparito; — e con quella onesta parola lo punse, perchè sapete che Santo Ermo sempre ai marinari appar dopo la tempesta, e dà segno di tranquillità; e così volse dire il Gran Capitano, che essendo compa-