Pagina:Castinelli - Delle strade ferrate in Toscana,1842.djvu/19

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numero dei cavalli, determinerebbe la tassa dovuta da tutti i transitanti, ai numerosi sbocchi della strada ferrata.

III. Il transito delle merci e specialmente delle più pesanti e di minor prezzo, il quale come ognun sa, ben poco si approfitta delle strade ferrate, ne parteciperebbe sicuramente anch’esso giacchè eliminati su questa i 9/10 dell'attrito, non vi sarebbe vetturale per povero che fosse, cui potesse increscere di pagare una modica tassa di pedaggio.

IV. Cosi il capitale, vistoso in ogni paese non privo di vita, che corrisponde al valore totale dei cavalli impiegati in ogni genere di servizio, non risentirebbe scossa di sorta alcuna. Crescerebbe o diminuirebbe a seconda dei bisogni e dell’industria del paese.

36. Nè si dica che l’accennato sbilancio possa egualmente non seguire laddove si attivano le strade ferrate comuni. Poichè su queste «se non si faranno come dice Biot 1 che due o tre corse al giorno e che la quantità dei viaggiatori per ogni corsa non sia maggiore di 40, è evidente che converrà impiegarvi UNICAMENTE cavalli».

E pertanto la Compagnia della strada ferrata dovendo necessariamente tenere un gran numero di cavalli per servire il transito essa sola coi suoi furgoni, i cavalli da tiro rincareranno, con grave scapito dei vetturali poveri. Ognuno poi comprende quanto danno e ritardo potrebbe avere a risentire il pubblico per la scarsezza o la cattiva qualità dei cavalli, e a quanto scapito potrebbe andare soggetta la Compagnia istessa, ogniqualvolta si rallentasse sulla strada ferrata il movimento delle persone e delle merci di valore.

37. In quest’altro sistema l’impresario del transito dovrebbe essere fornito di un numero di furgoni e di locomotive proporzionato alle possibili richieste emergenti, e potrebbe regolare i suoi avvisi preventivi a seconda del concorso dei viaggiatori, servendosi assai meno di cavalli che di vapore, del quale Egli avrebbe solo il privilegio. Con tali condizioni soltanto, io credo che possa specularsi in Toscana sul transito dei passeggeri con locomotive a vapore; attivandole se non ogni giorno, ogni due o più giorni;

  1. L’Architetto delle Strade ferrate di Biot §. 281 Milano.