Pagina:Caterina da Siena - Epistole, 1.djvu/18

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ORAZIONE

CHE ELLA DI PROPRIA MANO SCRISSE DI CINABRO.


O Spinto Santo vieni nel mio cuore; per la tua potenzia tràilo a te Dio, e concedimi carità con timore. Custodimi Cristo da ogni mal pensiero; riscaldami e rinfiammami del tuo dolcissimo amore; sicchè ogni pena mi paja leggiera. Santo mio padre e dolce mio Signore, ora ajutami in ogni mio ministero. Cristo amore, Cristo amore. Amen.

Ed in un manoscritto di Tommaso Buonconti suo discepolo,1 dove egli riportò molte lettere ed orazioni della santa, trovasi questa nello stesso modo distesa se non che il Buonconti vi lasciò quelle parole:

Sicchè ogni pena mi paja leggiera.

Onde ci servimmo di quella d’Aldo, come più intiera ed uniforme al testo latino del beato Caffarini, il quale senz’altro ad verbum la voltò dall’antico suo volgare in latino, giacchè in latino dovette scrivere l’attestazione. Tuttavia ancor quella d’Aldo del tutto non risponde alla versione latina del Caffarini, dove in ultimo dice: adjuva me in omni mea necessitate. Sicchè nel suo volgare doveva dire in ogni mio mestiere; non già in ogni mio ministero. Imperocchè in tal senso pure usa mestiere per bisogno Cecco Angelieri poeta sanese di quel secolo.

Avvenga che, io dicea non ho mestiere,
Di voler cosa che dolor mi tolga.

Con occasione di questa ammenda, stimiamo, che di sopra quell'altro senso: Ita quod omnis paena mihi levis videatur, nel primo sanese volgare scritto dalla

  1. Nell'archiv. del card. Volunio Bandinelli in Siena.