Pagina:Caterina da Siena - Epistole, 3.djvu/112

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Annotazioni alla Lettera 106.

(J) II vestimento che ebbe il nostro dolcissimo Padre Eterno. È ben chiaro che pel dolcissimo Padre Eterno non intende la prima persona della santissima Trinità, ma il divin Figliuolo; ed a somiglianza di lui fatto uomo venne io terra calunniato e vilipeso ai rallegta d’aver contrario il mondo. Padre poi lo chinina, qui, come in altre lettere, per averci lui rigenerali: e anche eterno, perchè egli pure siccome Dio è coeterno al Padre.

Ili) Dacci mangiare de’ bocconi grossi. Cioè delle triboléfcioni, come s’ avvertì nelle annotazioni alla lettera io/;.

. (C) Come il maestro ndt la vostra lettera. Di tal nome è solita la santa di appellare Fra Giovanni Tantucci detto anche Giovanni 111 delPOrdine eremitano di sant’Agostìno, e maestro in divinità,’ di cui si è favellato, e più a disteso si favellerà di poi.

‘ KV) Perocché Varcivescovo ha chiesto di grazia al generale. Ponendosi mente ai viaggi della santa, che furono iu Toscana fuori di quelli. d’Avignone e di Roma, non può questo arcivescovo essere altri da quello in po: di Pisa; giacché a quel secolo era I’ unico che avesse la Toscana. Questo arcivescovo fu Francesco Rioricotto di Vico, detto anche de’ Prignani, che fu poi cardinale; ed a cui scrisse la lettera 3z. Il generale delPOrdine domenicano era a quegli anni frate Elia da Tolosa,’come s’avvertì ad altra occorrenza.

Indugiò la santa in Pisa parecch. mesi, trovrmdovisi dell’aprile e del settembre del 1375.

(«) Pregate filtrilo venerabile spagnolo. Cioè Alfonso già vescovo di Jean in Andalusia e poi romito, se male uon in’ appongo, ed nomo chiarissimo per virtù, e d’esso si favellerà nelle annotazioni alla lettera 117. (F) Monna Lapa. Questa fu la madre della santa, di cui a lungo favellasi nell* aggiunta alla vita." (G) Monna Lisa. Questa era cognata’di santa Caterina, e d essa favella con encomio onorevole il beato Raimondo, e si danno ampie notizie nell* aggiunta. .

(II) Catarina serva inutile. In tutte quante le lettere non y

sottoscritta di sorte veruna, salvo che in questa ed in un’ altra, o lasciate da quei che le trascrissero, o perché di verità la santa non osasse porre a pie’ della lettera il nome, paga d’ averlo posto al capo d’ ognuna d’esse, giusto il costume degli antichi. Queste po» che soscri/.ioni che s’ hanno, danno a divedere la maniera che ella lenea, quando alle lettere aggingnevn in fine il proprio nome, usando iermiui umili si, ua uon tanto ricercati, e cbc nulla punto significano.