Pagina:Caterina da Siena - Epistole, 3.djvu/133

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133 AL PREDETTO FRATE BARTOLOMEO QUANDO ERA AD ASCIANO.

I. L’esorta al disprezzo di sè medesimo con mitare l’umiltà di Gesù Cristo, e a cercare la gloria di Dio nella salute dei prossimi.

II. Li raccomanda sè medesima con alcune sue sorelle,

singoi irniente Fra Simone suo figliuolo spirituale.


113.

Al nome di Jesù Cristo crocifisso e di Maria dolceI.

àk voi, dilettissimo e carissimo figliuolo mio in Cristo Jesù, io Catarina, serva e schiava de’servi di Dio, scrivo e contortovi nel prezioso sangue suo con desiderio di vedervi con ardentissimo desiderio, e con profonda umilità e sollicitudine a ricevere il Re nostro, che viene a noi umile e mansueto, e siede sopra l asina. O inestimabile diletta carità, oggi confondi la superbia umana, vedendo che tu Re di re vieni umiliato sopra la bestia e caccialo con tanto vituperio. Yergogninsi dunque coloro che cercano gli onori e la gloria del mondo. Levisi, levisi, figliuolo carissimo, il fuoco del santo desiderio, e sia privato d’ogni freddezza, e salga sopra 1 asina della nostra umanità, sicché ella non vadi mai, se non seS.

Caterina. Opere. T. V., 9