Pagina:Caterina da Siena - Epistole, 3.djvu/199

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99 Annotazioni alla Lettera 127.

(./) Frate Antonio da ^izza era il compagno di Fra Guglielmo, e d’esso si favellerà nelle annotazioni alla lettera i3o. Questa è scritta di Roma, ove gionse la santa sul fine di novembre del i3/8.

(Z?) D’un buono e giusto pastore, il quale si diletta de servi di Dio, ec. Le qualità d’Urbano VI, prima che egli fosse pontefice, erano tali, che dare non poteano speranze più belle alla necessita di santa Chiesa. Il Jlaimbourg, sebbene poco suo amorevole cel dipinge umile, modesto, temperato, amico degli nomini di lettere e di virtù, devoto, mortificato ec. (Ilistoir. du Gran. Schis. d Occ.

I. i, p. 54 ) e tale ce lo presentano altri storici di quell’età.

Accordasi per tanto la santa nel favellare si vantaggiosamente delle virtù d’Urbano agli autori che d* esso hanno lasciate memorie, nè a quei primi mesi potè recargli si a biasimo altro cbe la rusticità de’ costumi, e P alterigia e ferocità che mostrava nelle parole e nelle operazioni, che che in conlrario altri ne abbia lasciato scritto; giacché se bene osservi-.-! ciò che egli fece più degno «li biasimo, fu poi morta la santa; la quale ancora, come altrove s’avvertì, non rimase di poi appieno d’e»so contenta, perciò facendone con bella maniera con esso querela. Non dee però negarsi che lo splendore del soglio non poco gli offuscasse gli occhi della ragione, onde deviasse in molti de’paui, che dette, dalla diritta strada del dovere, lasciando perciò memoria infelice di sè negli annali di santa Chiesa.

Gli autori stessi, cbe confessato lo hanno per legitiuno pootefice,.

1100 tacqnero i suoi vizj, nè sonosi tenuti dal favellarne con biasimo, come può leggersi ne’scritti loro, e singolarmente in quei del Platina, del Ciaccone e del Vaddingo; e di rincontro tra gli stessi suoi contrarj alcuno ha fatto giustizia alle di lui virtù, coinè può vedersi fra gli altri nel sopraccnato Maimboiirg; ed è ben certo che i difetti onde Lirbano si procacciò tatuo odio non furono che soverchia asprezza e severità; nè fede alcuna meritano coloro che al tempo dello scisma scrissero di lui sì grandi irnproperj e non ebbero alcun riguardo ad attribuirgli quauto potè contro lui inventare Podio de’nemici. Vedasi ciò che di Ini scritto per diversi fedelmente pubblicò il Balozio: cose che mal potrebbero convenirgli se fosse stato il peggiore degli uomini, nonché de’pootefici. I)o*e scrittori di conosciuta fede e di tempo a lui vicini, se rilevarono la soverchia asprezza, ebbero pero anche a lodarne il puro costume, il cuore generoso, lo zelo del ben della Chiesa, Porrore della simonia, il favore per le lettere ec. E questa stessa inesorabile severità in gran parte vuoisi scosare per le piaghe estreme della Ch iesa, le quali, siccome iu più luoghi avvisava santa Caterina, voltano Jerro e fuoco: perchè a nulla ornai riuscendo i piacevoli