Pagina:Caterina da Siena - Epistole, 3.djvu/205

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AI soprascritto frate Guglielmo, ecl a misser

Ulatteo (A) rettore della Misericordia ed a frate Santi (#), ed agli altri figliuoli.


I. Gli pre^a ad coirsi fra loro, col legime della perfetta carila, amandosi Insieme con amor sìncero, cioè, noa per propria consolazione, ma solo per gloria di Dio.

II. Che a tale effetto gli conviene porsi avanti agli occhi Cristo crocifisso, per imparare daU’amor suo verso di noi, l’amore fra di loro. .

129* Al Nome di Jesù Cristo crocifisso e di Maria dolce.

I. ilarissimi figliuoli in Cristo dolce Jesù. Io Catarina, serva e schiava de’ servi di Jesù Cristo, scrivo a voi nel prezioso sangue suo con desiderio di vedervi legati nel legame della carità, considerando io, che senza questo legame non potiamo piacere a Dio: questo è quello dolce segno, al quale si cognoscono i servi ed i figliuoli di Cristo. Ma pensate, figliuoli miei, che questo legame vuole essere schietto e non macchiato per amore proprio di sè medesimo, che se tu ami il tuo Creatore, amalo e servilo in quanto egli è sommo ed eterno bene degno d’essere amato, e non per propria utilità, perocché sarebbe amore mercennajo, siccome l’avaro che ama i danari per propria avarizia, così l’amore del prossimo vostro sia schietto. Amatevi, amatevi insieme; voi sete ptossimo l’uno dell’altro, ma guardate, che se l’amore vostro fusse fondato in